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  • Yana K Duskova Madonno

Quando il valore che abbiamo di noi stessi è influenzato da quello che gli altri pensano di noi.

La Sindrome della cattedrale di Tyn.

(Nota: non esiste nessuna Sindrome di Tyn documentata o studiata, il termine è stato appositamente è frutto della licenza poetica dell'autrice unendo pensieri, ricordi ed esperienze )



ATTENZIONE: LE NOZIONI STORICHE CHE TROVERETE IN QUESTO ARTICOLO SONO TRATTE DA LEGGENDE POPOLARI E NON HANNO RISCONTRI DOCUMENTATI NELLA STORIA.

Come ogni leggenda si usa trarre un significato attraverso l’interpretazione personale di metafore popolari.

Praga è da sempre una città magica, ricca di racconti, leggende e magie nascoste in ogni suo angolo. Questa me la raccontava mia zia quando andavo a trovarla da bambina, e ora che sono adulta mi sono accorta di quanto normalmente questa storia si ripresenti nella vita di molti di noi.


La chiesa di Tyn sorge in un posto inusuale, per le sue dimensioni, nel centro di Praga. Non gode di grandi sagrati o di piazze davanti all’ingresso, nonostante la sua imponenza, si raggiunge attraversando un piccolo portico nascosto tra i mille locali per turisti.


Mia zia, era solita narrarmi storie e leggende sugli edifici di Praga, su come fossero nati o costruiti, di come ci fosse sempre qualche creatura magica pronta ad intervenire nel bene e nel male. Di molte delle sue storie non ho trovato più tracce nei libri, ma sono ancora oggi impresse nella mia memoria.


Ascoltate cosa mi raccontò sulla chiesa di Tyn.


Quando chiesero al mastro costruttore di occuparsi della costruzione di questa imponente chiesa, egli fu ben lieto di acconsentire. Rinomato per le sue capacità tecniche ed estetiche, solo lui poteva essere in grado di innalzare un edificio a Dio in una posizione così angusta tra cortili e case, permettendo comunque alla costruzione di emanare un’immagine di prestigio e potenza.

I lavori cominciarono di buona lena, ma quando gli spazi esterni angusti si rivelarono un problema per la costruzione delle strutture portanti che sarebbero servite per innalzare le torri altissime previste, i progetti ebbero una battuta d’arresto.

Il mastro costruttore (che a me piace ricordare come Tyn, ma ahimè non ho trovato nessun riferimento storico che confermasse che fosse il suo nome) era un genio della sua epoca, e progettò (la leggenda in verità racconta che sognò l’idea raccontata da un angelo inviatogli dal Signore) un impalcatura interna in legno, che avrebbe permesso comunque di costruire torri di altezza considerevole e che, una volta terminata la costruzione sarebbe stata data alle fiamme. Il tipo di legno utilizzato per la struttura portante e l’incendio controllato delle travi avrebbe permesso di eliminare l’impalcatura mantenendo intatta la costruzione. Quindi avrebbe potuto ottenere la sua chiesa imponente, visibile da ogni punto di Praga, nonostante le grosse difficoltà di spazio in cui sarebbe nata la costruzione: insomma, un’idea rivoluzionaria, a cui nessuno avrebbe mai osato pensare, che gli avrebbe permesso di essere ricordato e conosciuto per il genio che era, nei secoli a venire.

I lavori ripresero e andò tutto perfettamente secondo i piani. La chiesa si innalzò mattone dopo mattone, fiera nella sua imponenza, come un gigante che si innalza tra piccole creature senza danni, con gentilezza e maestosità.


Venne il momento di dare fuoco alle impalcature interne. Come i legni cominciarono a bruciare, ecco che il diavolo cominciò a parlare al mastro costruttore… “Che idea malsana hai avuto… come solo hai potuto pensare che il fuoco non distruggerà tutta la costruzione? Da quando il fuoco fa differenze? Chi ti credi di essere per aver pensato così fuori dal coro? Se nessuno ci aveva mai pensato, ci sarà stato un motivo…”


I demoni del mastro costruttore, che fino a quando non si era trovato a valutare i suoi effettivi possibili risultati avevano taciuto, si presentavano forti ed insistenti.

Esattamente come quando, dopo che mettiamo in atto idee che ci sembravano geniali, ci manca il coraggio di valutarne i risultati.


Purtroppo per il mastro costruttore non andò bene. Le sue #insicurezze, i suoi demoni, che parlavano a gran voce, ebbero la meglio e la #PAURA di aver fallito e la remota possibilità della #VERGOGNA che avrebbe provato lo portarono alla disperazione, finì per gettarsi nel fiume Moldava che scorre poco lontano per il timore della derisione e del prezzo che avrebbe dovuto pagare, qualora la sua idea non fosse stata geniale come lui aveva sostenuto fino a quel momento.


La chiesa, ovviamente rimase in piedi, come testimoniano le foto di milioni di turisti che ogni anno vanno a visitare Praga e la ammirano chiedendosi come accidenti si fa a trovare l’entrata, e come diavolo sia stato possibile costruire un edificio così imponente in un luogo così stretto.

Quante volte ti sei trovato a zittire i tuoi demoni che ti urlano nella testa che tanto quello che hai fatto non servirà a niente? Che non importerà a nessuno? Che sarà un disastro? E magari li hai anche ascoltati e hai gettato la spugna?


Se quelle voci fossero persone che conosci normalmente, continueresti a frequentarle?


Quali conflitti irrisolti si nascondono dietro alle tue insicurezze che prendono il sopravvento, a volte anche a pochissimi passi dal traguardo? Magari a pochissimi esami dalla laurea, un libro quasi finito e mai pubblicato… quel progetto nel cassetto che quando ci pensi ti fa venire il magone e sa di cose mai finite, frustrazione e incapacità di portare a termine qualcosa?


Chi, in passato, ti ha detto “lascia stare, tanto non sei capace…” o “dammi qui, faccio io, tanto se aspetto te…” ecc…


Non solo… quei demoni sono talmente subdoli che ti lasciano fare tutto convintissimo di avere avuto una grande idea… tu lo sai, e ci credi veramente, sai nel più profondo che quella è la cosa giusta da fare… la sicurezza scorre nelle tue vene come fosse l’unica cosa che può essere.


E poi colpiscono. All’ultimo. Forti. Le paure prendono il sopravvento. A volte si travestono da pigrizia. Altre volte mancanza di tempo che poi diventa solo una “cosa lasciata lì a prendere polvere”.


E’ pazzesco accorgersi di come la sicurezza e la passione che ti guidavano prima, sembravano bastare, ma quando ti trovi all’effettivo passo prima della #realizzazione, quando finalmente sei a un passo da vedere la tua chiesa perfetta esattamente come l’avevi progettata, ti prende la paura di vederla realizzata, perché il timore che qualcosa non vada (e bada: si parla di pura “supposizione” di qualcosa la cui entità non è certa ne conosciuta!) prende il sopravvento…


E allora sai che c’è? Piuttosto di affrontare la possibilità di un fallimento mi auto distruggo, piuttosto di rischiare di cadere, neanche mi alzo. Tanto a me stesso ho già dimostrato quanto valgo, perché espormi a possibili giudizi che poi non saprei sopportare?


E via così.


Se è pur vero che può essere un moto di protezione, è anche vero che non sapremo mai veramente di esistere, il nostro posto del mondo necessita di essere visto e preso in considerazione anche da altri, il nostro valore lo dimostriamo anche nella misura in cui gestiamo possibili défaillance .


Per esistere abbiamo bisogno di interazioni e confronti. Ma non sempre siamo abbastanza coraggiosi da affrontarli. E corriamo a nasconderci. Magari dietro delle scuse, o dietro un mondo virtuale, fatto di presenze fittizie.

Il modo di riscrivere le tue credenze lo troviamo insieme. Un modo per non gettarsi giù dal ponte come il mastro costruttore c’è. Un dialogo con i tuoi demoni, lo possiamo creare.


#yanaoperatorekerd

#conflittiemozionali

#pusheremozionale

#kinesiologiaemozionalerd

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