Li chiami "soldini"? Potresti avere un conflitto emozionale irrisolto nei confronti del denaro.

"Se anche tu, quando parli di denaro, senza pensarci, parli di “soldini”, potresti essere uno dei tanti fortunat* , ad avere un conflitto emozionale ed energetico irrisolto con il denaro.

Pensaci bene. Quand’è che usiamo il diminutivo nei discorsi?

Quando ci riferiamo a qualcosa di piccolino… qualcosa che vogliamo più o meno intenzionalmente rendere “più piccolo” o che realmente percepiamo di dimensioni minori, o ancora, quando vogliamo comunicare un senso di tenerezza.

Diamo un “soldino” al topolino dei denti, o ai bambini che vogliono comprarsi un gelato.

Cosa ci spinge, a “sminuire” il #denaro, che è il mezzo attraverso il quale, nella società in cui viviamo, ci assicuriamo un tetto, del cibo e beni di conforto? Un mezzo che ci permette anche di soddisfare i piaceri, e di aiutare altre persone…


Quale tabù ci fa sentire in difetto o a disagio quando li chiamiamo “#soldi”?

A volte sembra quasi che non abbiamo abbastanza autorità per farlo. Come se ci riempisse la bocca in modo sbagliato.


La relazione di amore e odio che da sempre ci lega al denaro e alla ricchezza ha una storia lunga, e tra i motivi più comuni associati alla parola “soldino”, ve ne sono 2 che più spesso si palesano dietro a questa usanza.


Da quando i soldi hanno sostituito il baratto e lo scambio di prestazioni, si è perso il significato di remunerazione e “do ut des” per trasformarsi in un significato di potere, status e riconoscimento sociale. Ha fomentato invidie, lotte di potere e creazioni di classi… E’ diventato tutto un “se io posso allora sono…”


Abbiamo smesso di cercare lavori che manifestassero i nostri talenti o soddisfacessero le nostre passioni, perché la priorità è diventata “un lavoro che mi dia denaro”. Nulla in contrario, eh? Sia ben chiaro. Nella piramide dei bisogni di #Maslow, alla base di tutto c'è la sicurezza materiale e fisiologica: questo significa che fino a quando io non sono materialmente al sicuro nella mia realtà, non me ne fregherà nulla della crescita spirituale o della mia mission o della mia identità... tutte le mie strategie si svilupperanno per soddisfare il mio bisogno primario di sopravvivenza terrena.


Una volta il mestiere non lo sceglievi in base alla remunerazione (e quindi a cosa avresti potuto permetterti con quel lavoro) ma ti veniva chiesto cosa sapessi fare, oppure prendevi in mano la passione di famiglia, e in base alle tue capacità e talenti tutti avevano un ruolo. C’era bisogno del maniscalco tanto quanto del dottore e della sarta.


Un esempio fra tutti: pensate anche solo a quanti danni sono stati fatti costringendo figli a diventare preti (figura tecnicamente legata alla spiritualità) perché cosi “non ti mancherà mai da mangiare”…


Così si sono create le classi… le suddivisioni di status e potere… e di conseguenza lotte e antipatie che hanno portato a credenze non consapevoli rispetto al fatto che i “ricchi”, siano persone poco oneste… “tutti ladri”, dice qualcuno. L’utilizzo del denaro come forma di potere o ricompensa ha aumento i divari tra le classi sociali creando invidie e gelosie dettati non dai capricci ma da bisogni non soddisfatti di cibo e sopravvivenza. Come dire “puoi essere un ricco governatore bravo finché vuoi, ma se alla sera la mia pancia brontola, non sarà possibile trovare pace”.


E allo stesso tempo le persone che parlano male dei ricchi sono le stesse che segretamente invidiano bonus e uno status che non possono avere o non riescono a raggiungere.


Quando, a livello NON CONSAPEVOLE associamo i soldi e la #ricchezza a qualcosa di sporco, disonesto e classista, a livello altrettanto NON CONSAPEVOLE cercheremo di sminuire i soldi parlandone come una cosa “piccola”, qualcosa di cui non si parla… una zozzeria materiale che solo le brutte persone possono avere. ( e io, che non voglio essere una brutta persona, mi limito a fare tanti soldi quanto basta per non fare invidia a nessuno...per la mia tranquillità)


L’altra opzione è che a livello “economico/lavorativo” siamo rimasti ancora all’età dei bambini e quindi ci aspetteremo che ci vengano dati dei “soldini” e non uno stipendio, sminuendo così il valore delle nostre capacità e del nostro lavoro, come se questo fosse meno importante di altri… un po' come dire “ho 30 anni e faccio la segretaria amministrativa, ma gli altri fanno tutti lavori molto più importanti dei miei… io in fondo metto i numerini in colonna e coloro bei disegni rimanendo nelle righe, così mamma e papà mi daranno un soldino.”


Non aspettatevi ricchezza o abbondanza se siete i primi a ritenerla una cosa “non adatta a voi” “qualcosa che non meritate” o "sporca". Ricordate che la mente non consapevole è quella che vi porterà a proteggere sempre ciò che crede giusto per voi e osteggerà ogni forma di cambiamento se la riterrà un potenziale pericolo.


Nel #kine4coaching e nella kinesiologia emozionale rd esiste un test per verificare l'età che sentite di avere non consapevolmente in un determinato settore della vostra vita: potrebbe succedere così che abbiate anagraficamente 40 anni, ma lavorativamente parlando siate rimasti a 10 anni.


RICCHEZZA ED ENERGIE

Esiste anche la possibilità, che in qualche #vita passata abbiate registrato una credenza o fatto un giuramento di povertà che vi portate dietro in questa vita: non sono rari i casi in cui nel nostro ramo famigliare qualcuno ha fatto sua la memoria di un trauma economico trasferendolo nella memoria cellulare e passandolo alle generazioni successive. Ancora meno raro il caso di un giuramento fatto in una vita passata da dover individuare in questa vita e risolverlo.


Sapevi che nel 1865 esisteva la possibilità di farsi fare un "certificato di miserabilità"? Venivi dichiarato miserabile e ti veniva rilasciato un vero e proprio documento che ti etichettava e giustificava come nulla tenente e possedente. Voilà... morto di fame... però con tanto di titolo. Questa è una delle possibilità di conflitto irrisolto con il denaro che magari tuo nonno aveva immagazzinato a livello di memoria del DNA e che tu, in totale non consapevolezza, con malcelato fastidio, potresti aver ereditato.

Quali possono essere gli effetti di questi due casi?

Non riuscire ad accumulare ricchezza economica

Vantaggio secondario da mantenimento di stato non funzionale

Fallire nei progetti lavorativi

Continuare a fare società fallimentari

Chiamare i soldi “soldini”

Non riuscire a raggiungere traguardi economici

Incorrere ripetutamente in multe o cartelle esattoriali, ecc…


Comincia a sostituire la parola “soldini” con “soldi”, e verifica che effetto ti fa.

Con la kinesiologia emozionale RD è possibile verificare se esiste questa credenza nella tua mente non consapevole e andare a risolverla, riportando così equilibrio nel tuo sistema di credenze economico. Quello di cui è necessario prendere atto è che


la dimensione in cui abbiamo scelto di incarnarci è estremamente terrena:

Siamo dotati di un corpo fisico fatto di materia che necessita per forza di altra materia per vivere. Quando eravamo nella caverna, si andava a caccia, oggi lavoriamo per procurarci ciò che può favore la nostra vita. Il denaro è, esattamente come tutto il resto, un’#energia in stato solido, è un flusso, sono numeri. Tanto più ci accaniamo con risentimento e tanto meno ne passerà tra le nostre mani. E’ possibile prenotare i tuoi 30 minuti di consulenza gratuita per comprendere in che modo la kinesiologia emozionale RD ti può aiutare. E se il tuo problema è l’autostima, ti ricordo che su Telegram fino al 28/3 troverai il mese dell’autostima, con consigli pratici ed esercizi per lavorarci su!


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