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Malattie e sintomi: è davvero tutto nella tua testa?

Cosa si intende quando si parla di collegamento tra "corpo e mente"? E' uguale alla psicosomatica? Dire che una malattia ha origine nella mente, significa che siamo pazzi?


Oggi vi accompagnerò ad approfondire quel collegamento tra corpo e mente di cui spesso parlo: quello che per anni è stata definita (erroneamente) in maniera un po' sminuente come "psicosomatica".


Perché “sminuente”?


Perché per un lungo periodo passato accadeva che se avevi un sintomo che la medicina non sapeva ricondurre a ciò che era conosciuto, allora ti veniva detto che era "tutto mentale" o "troppo stress", con il rischio di sminuire così un sentito o uno stato fisico REALMENTE presente.


Veniva detto “è un disturbo psicosomatico!” come se così dicendo si potesse dire che tutto sommato, non era niente di grave.


Questo associato al fatto che quando nacque la psicoterapia, questa non fu ben vista dalle correnti della medicina classica, e venne un po’ “mobbizzata” in quanto disciplina non completamente verificabile scientificamente, e quindi non affidabile (come se tutte le altre lo fossero al 100%!). Insomma, anche gli psicoterapeuti, nonostante oggi siano un aiuto prezioso e spesso sottovalutato, agli inizi hanno dovuto vedere le loro belle dosi di “Quella roba lì? Tutte balle”.


Cosa si intende per psicosomatica?

Si parla di psicosomatica quando vi sono disturbi fisici che non hanno una base organica ma sono espressione di un disagio psicologico.” Fonte IPSICO.


Disturbi che non hanno una base organica, ecco il motivo per cui in maniera “distratta” questi disturbi non venivano presi completamente in considerazione con attenzione, e passati alle “malattie mentali”.


Avevi un male a cui la medicina classica non sapeva trovare origini o rimedio? Allora eri pazzo. Da rinchiudere. Il tuo cervello non funzionava bene e andavi segretato e studiato diversamente.


Bastava che avessi un disturbo che non fosse conosciuto, già protocollato, magari di difficile individuazione, e siccome non rientrava in quello che già si sapeva curare o tentare di fare, allora il problema eri tu e il tuo “cervello impazzito”.


Chiaramente, ad oggi, con tutte le conoscenze che abbiamo sviluppato ed esplorato possiamo fortunatamente dotarci di una visione diversa. Certo, ci sono ancora molti step da fare, ma poco per volta ci arriveremo.


Però capite la frustrazione di chi si trova ad avere veri dolori fisici limitanti che lo tormentano, e a cui viene detto che è “un problema della sua mente”?

Una buona fetta delle persone che incontro in studio che vengono a parlarmi dei loro disturbi e che hanno già ascoltato diversi dottori, ci tiene a specificare che “io i dolori li sento veramente. Io non sto raccontando bugie”. Il che mi racconta già molto di quello che sta vivendo e attraversando: non solo ha un dolore fisico presente e invalidante, ma deve passare il tempo a convincere coloro a cui si è rivolto per un aiuto, che non sta fingendo!


Ad oggi, sempre più discipline realmente olistiche, danno il giusto ruolo alla vera connessione tra mente e corpo ed emozioni o sentiti profondi.

Le 5 leggi biologiche, in particolare, sono in grado di affermare che non esistono malattie o sintomi che non siano partiti da un vissuto emozionale di natura profonda e bio-logica, questo in parte condivide il concetto della psicosomatica, ma si spinge ancora un po' oltre, in sentiti di natura profonda e biologicamente identificabile (motivo per cui a volte la sola psicoterapia classica, nella gestione dei disturbi può non bastare).


Dimostrano che questi sentiti, vissuti dal nostro cervello ed elaborati secondo la nostra personale esperienza, fanno sì che il nostro cervello inneschi dei programmi di sopravvivenza che portano il corpo a modificarsi realmente per far fronte ad un evento di natura straordinaria.

Ora mi spiego meglio. Quando io vivo un evento di natura straordinaria (qualcuno li chiama shock, traumi, qualcosa al di fuori della normalità) questo viene analizzato dalla nostra mente (che è fortemente legata al corpo!) ed è proprio la nostra mente o cervello che decidono come reagire e come modificare il corpo per far fronte a quel momento lì.

Quello che forse non tutti prendiamo in considerazione o conosciamo, è che il nostro cervello è una macchina meravigliosa e assai complessa: lavora a diversi livelli e non tutti raggiungibili o riconoscibili dal nostro intelletto.


Esiste un livello profondo e biologico, una scatola nera, che racchiude programmi da attivare in automatico, che trascendono quello che noi faremmo in maniera sensata e ragionata. E’ importante sapere che agiscono in maniera rapidissima e automatica.


Un po’ come l’esempio che fa Claudio Trupiano nel suo libro “Grazie Dr. Hamer”: se stiamo camminando con delle borse della spesa in mano e inciampiamo, non cadiamo come una pera per terra, ma in maniera automatica e velocissima il nostro cervello attiva un programma di sopravvivenza lasciando andare le borse e portando le mani avanti per moderare la caduta.

Ma c’è di più: è talmente figo il nostro cervello, che se invece delle borse avessimo un bambino in braccio, il programma sarebbe diverso e nella caduta modificheremmo le nostre azioni per proteggerlo, cosa che magari non avremmo fatto con le arance o il pane.


Questo in soldoni per spiegare che, quelli che noi chiamiamo malattie o sintomi sono sempre una modifica organica e strutturale del corpo, che seguono uno schema ben preciso, e che si sono attivati per rispondere a determinati eventi. Non c’è nulla di pazzo o di strano.

Un’altra prova che hanno portato in evidenza le 5 leggi biologiche sono le TAC cerebrali dove era possibile individuare e tracciare quali aree del cervello si attivavano in base al percepito della persona. Ovvero davanti ad un evento ogni persona attiva un’area ben precisa del cervello (quella che per lui è la migliore in grado di garantire la sopravvivenza) che funziona come un interruttore di attivazione: se ad esempio mi sento soffocare e ho paura di morire si attiveranno due interruttori specifici atti a migliorare le funzioni dei polmoni (il come e il perché questo diventi quello che la medicina classica chiama malattia ti invito a scoprirlo nei corsi e nei libri che troverai qui sotto).

E questo inizialmente era possibile individuarlo con le TAC.

Ecco quindi spiegato perché il cervello e il corpo lavorano a stretto contatto e nessuno dei due fa dispetti o cose alle spalle dell’altro.


Ed ecco perché quelle che sono le connessioni mente e corpo non sono una sciocchezza e perché è giusto dire “è tutto nella tua testa” ma che allo stesso tempo questo non vuol dire che stai inventando qualcosa.

Tutto parte da lì, ma perché quello è il computer centrale che elabora situazioni e invia ordini di modifica strutturare al corpo.


Quindi? Tutto sempre bello, per carità, ma come agisco? Cosa posso fare?

L’ideale è unire queste due parti, perché un disturbo fisico ha sicuramente un piede nel cervello ma anche uno nel corpo.


E benchè la psicoterapia sia una cosa bellissima ed estremamente utile, non sempre si trovano terapeuti che lavorano direttamente sulla natura emozionale dei sintomi, e non sempre si trovano medici che oltre alla terapia antalgica o farmacologica ti consigliano di lavorare sull’emozione.


La prima cosa è sempre prendersi cura del reale dolore per potersi riappropriare della sensazione di essere in grado di fare qualcosa, ma soprattutto eliminare quella sensazione fisica di dolore che, se protratta per lungo tempo ci sfibra, ci scoraggia e soprattutto può attivare una zona del cervello che ci porta a “perdere la speranza e a lasciarci andare”. Avete mai provato un forte dolore o un dolore per lungo tempo? Come vi siete sentiti? Quando siamo nel dolore, parte della nostra lucidità mentale va a farsi friggere, vero?


Conoscere meglio che ogni sintomo ha un suo tempo e una sua curva di evoluzione può essere di grande aiuto: conoscere aiuta ad esorcizzare le paure, altro tassello importante nella gestione dei disturbi.

E una volta capito e individuato il vissuto emozionale di quel sintomo, capire come intervenire per accoglierlo senza fargli la lotta, diventa sicuramente un altro tassello di pace da aggiungere. Non si tratta di sentirsi in colpa perchè abbiamo sbagliato qualcosa e il nostro corpo ora è stato punito: si tratta di fare un percorso di conoscenza per accoglierci esattamente come siamo.

Tutto questo richiede di fare un passo in più nel dubbio e nella conoscenza. Richiede anche tanto coraggio.



Io, se vuoi, il 12 settembre comincio un percorso di introduzione e avvicinamento alla comprensione di questo meccanismo, qui trovi la pagina per saperne di più e i primi due incontri sono gratuiti. Contattami su yana@alpimail.com per avere il link di zoom per partecipare con la tua curiosità. Qui sotto, come promesso invece, trovi tutte le altre possibilità e i miei insegnanti, per saperne di più, e se vuoi approfondire diversamente. Non perderti anche l'intervento video di Rigeneralife! (qui sotto)


Testi e letture consigliate:

Grazie dr. Hamer, del dr. Claudio Trupiano,

Le malattie che fanno guarire, di K. Bianchi e S. Pellegrino


Corsi e scuole



Qui hai un videocorso di 5 ore tratto dal mio seminario a Roma di introduzione:



DALETH - Scuola del sintomo Corso di BIOLOGIA UMANA docente dr. Matteo Penzo Durata 8 weekend in presenza nelle sedi Peschiera del Garda - Padova Trovate il programma completo qui: https://scuoladelsintomo.it/bi...

Il programma si svolge attraverso la conoscenza delle 5 leggi spiegata dal medico Matteo Penzo con un profondo lavoro di conoscenza di sè. LE CONNESSIONI MENTE-CORPO con Claudio Trupiano Durata 1 weekend in presenza. Claudio organizza i suoi corsi in presenza con la sua esperienza pluridecennale nel campo delle 5 leggi. Ha studiato direttamente con il dr Hamer ed è autore di diversi libri tra cui "Grazie dr Hamer" e "Grazie ancora dr Hamer" che consiglio vivamente. E' possibile contattarlo in riferimento ai suoi corsi alla mail: maria28greco@gmail.com

CORSO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE - SCIENZE BIO-LOGICHE INTEGRATE - Triennio - https://5lbtraining.it/

Durata 3 anni online/presenza

Mark Pfister e la dottoressa Monique Charbonnier insieme al loro team, gestiscono la loro scuola professionale approfondita dove si imparano le 5 leggi bio-logiche. Arricchiti da più di 35 anni di esperienza clinica, condividono in maniera approfondita la loro conoscenza e consigli di intervento.







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