Il quarto, e ultimo consiglio, per smettere di preoccuparsi...

Se vi siete persi gli altri tre consigli precedenti vi invito a dare un'occhiata qui, per recuperare le puntate precedenti. Ecco, una delle attività migliori da fare per smettere di preoccuparsi, è quella di far diventare le cose, un’abitudine. Già, perché tendenzialmente in qualche caso, ci preoccupiamo o temiamo le cose che non conosciamo e che ci risultano nuove.

Abbiamo paura delle cose che non conosciamo, verso le quali non siamo certi di avere le competenze necessarie per viverle o attraversarle.


E il troppo pensare diventa un ingigantire quelle che sono le paure che albergano in noi.

È lo stesso principio per cui si ha paura del buio, o comunque al buio ci si sente meno sicuri: perché non si sa cosa ci sia intorno e le nostre paure vengono amplificate da quel senso di dispersione che ci da il non vedere e il non sapere. Al buio, di notte, o nella nebbia si amplificano le nostre percezioni di allarme perché non possiamo accertarci di cosa ci sia di là, ed è come se il nostro sistema mente-corpo-spirito si allertasse per “laqualunque”, ovvero siccome non so cosa mi aspetta nel dubbio mi carico appalla, come se mi aspettassi di dover affrontare, un T-rex o Godzilla. Così partiamo per tempo. Una buona ricorsa fa sempre la differenza.


D’altronde se so cosa mi aspetta, so come prepararmi, ma se non so cosa mi aspetta, nel dubbio mi preparo al peggio. E ciaone proprio.

In alcune tribù del sudamerica, quando il ragazzo passa all’età adulta, una delle “prove” che deve passare, è quella di stare una notte in un bosco con lo stretto necessario per sopravvivere.


Lo scopo è arrivare a capire che il buio, la non conoscenza, amplifica le tue paure in proporzione a quanto tu hai paura del tuo buio interiore, delle cose che non conosci di te, dei tuoi fantasmi e dei tuoi spiriti.

Tanto più non ti conosci e non sai come fare affidamento sulle tue capacità, o passi il tempo a dare la colpa dei tuoi problemi a chi ti sta intorno, tanto più le zone buie della tua notte prenderanno il sopravvento creando vere e proprie paure inaffrontabili. Le tue preoccupazioni crescono tanto più tu non sai stare al buio con te stesso, nella conoscenza dei tuoi angoli bui, dove per bui si intendono quelle parti di te che non ti piacciono di cui non vai fiero o che non sai gestire.

Quindi, affronta ciò che ti fa paura facendolo diventare un’abitudine: quando il tuo cervello capisce che non serve più controllarne i movimenti per farlo, lo fa diventare automaticamente un automatismo e di conseguenza non fa più partire le sirene di allarme. Certo, ci vuole del tempo, come tutte le cose che si imparano, tempo, volontà, e AZIONE. Scegli il modo più sensato e fattibile per farlo, o chiedi aiuto se da solo non ce la fai. Non puoi avere paura o non ti puoi preoccupare più di tanto se conosci come si fa. Affronta il tuo buio nella tua foresta, le tue gelosie, le tue invidie o i sensi di colpa e vergogna. Non c’è nulla di giusto e sbagliato, c’è solo una parte di te che ha bisogno di essere riconosciuta ed accolta.


Buona giornata!


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